Le vetrate istoriate

Le Vetrate istoriate

In questa scena la preghiera di gesù è sostenuta – nella versione lucana – dalla figura dell'angelo. Il calice amaro che Egli avrebbe dovuto bere per salvare l'umanità rappresenta, nella tradizione biblica, la volontà di Dio da compiere, il calice della nuova ed eterna alleanza versato per tutti in remissione dei peccati.
A seguire, accanto al coro, è raffigurata la morte in Croce del Signore attorniato da Giovanni e da Maria sua Madre. Così si conclude il ciclo della passione e, se vogliamo, ai piedi della Croce, per comando del Signore, si realizza la nascita della Chiesa di cui Maria è la Madre . Con Lei la Chiesa nascente prega, dalla sua intercessione è sostenuta perché nel tempo possa generare il corpo ecclesiale del Suo Figlio. Di fronte alla vetrata della crocifissione, è stata collocata quella dei discepoli di Emmaus (Lc 24, 13-35) che implorano: “Resta con noi Signore”. Da loro il risorto si fa riconoscere dopo aver spiegato, alla luce delle Scritture, il valore della Passione e da loro scompare dopo essersi donato nel cibo eucaristico. La passione dunque non costituisce l'ultima parola ma fa scaturire per la Chiesa una stagione nuova in cui Cristo autore e perfezionatore della Fede agisce mediante il suo Spirito. Lo stemma del nostro Ordine – Terzo Ordine Regolare di San Francesco -, posto nella vetrata successiva, sopra la Statua della Beata Vergine Maria, costituisce una delle testimonianze di come lo Spirito, tramite Francesco d'Assisi, suscita carismi e nuove energie nella sua Chiesa.

Infine nell'ultima vetrata, tra lingue di fuoco simboleggianti lo Spirito Santo, è raffigurata la nuova Pentecoste, quella dei nostri tempi che ha trovato in Giovanni Paolo II, in Madre Teresa di Calcutta, in Padre Pio e in Sant'Annibale Maria di Francia dei docili interlocutori testimoni del Cristo risorto. Così l'assemblea che normalmente nel Santuario celebra la divina Eucaristia, si trova immersa a contemplare i misteri della Passione morte e risurrezione e dono dello spirito del Suo Signore. I cicli della passione e della glorificazione posti in maniera speculare, descrivono la storia di salvezza operata da Cristo che si riflette alla sua diletta sposa la Chiesa. I due cicli costituiscono un riverbero di quanto già magistralmente frate Umile da Petraia ha impresso nella pregevole effige dell'Ecce Homo il cui volto, pur apparendo tumefatto e pieno di lividure, emana una bellezza che soltanto alla luce della fede della chiesa si può cogliere: mirabile sintesi della umana redenzione operata dal Signore Gesù.

Descrizione Tecnica
Le vetrate iconografiche moderne sono state eseguite in vetro soffiato a bocca di prima scelta policromo di produzione Lamberts, ottenuto con sabbia quarzifera, calce, potassa e colorato con metalli nobili, prodotto artigianalmente a mano con l'antichissimo procedimento del soffio a bocca.
- Il vetro soffiato che utilizzato e di produzione Lamberts prodotto interamente a mano con placcatura a strati (il più pregiato).
- Lo spessore di 1,5- 2 mm omogeneo.
- La pittura secondo l'uso delle vetrate antiche con “grisaglia”, composta di ossido metallico di ferro finemente macinato con polvere di vetro finemente mescolata a borace come fondente.
- Cottura a gran fuoco in forno a muffola alla temperatura di 670°.
- Misurazione dell'intensità di luce e particolare attenzione alla scelta della forza cromatica del coloro per una diffusione della luce consona all'architettura della chiesa (il vetro soffiato dovendo la sua colorazione alla particolare rifrazione degli ossidi metallici di cui è composto ha un'intensità di luce che varia da colore a colore; per non avere il cosiddetto effetto “a buchi” bisogna utilizzare vetri di colore che facciano filtrare la stessa quantità di luce, anche se ad occhio i singoli vetri sembrano avere intensità diverse).
- Particolare e raffinata legatura con la tecnica del nastro in lega di argento.
- Saldatura con lega di piombo e stagno al 60% (a garanzia di una perfetta tenuta all'interno della camera) eseguita ad ambo le parti.
- inserimento dei pannelli così formati fra due cristalli di cui uno antisfondamento 4+4 con particolare pellicola trasparente in PVB che riduce la trasmissione dei raggi ultravioletti per il 99% (tale accorgimento evita possibili degradi di dipinti e pitture dovute all'azione dei raggi UV del sole), con il sistema “thermopan/retrocamera”, che, con la disidratazione dell'aria ottenuta per mezzo di setacci molecolari distribuiti sui quattro lati e con l'ermetica chiusura ottenuta con sigillanti bicomponenti poliuretanici a basso coefficiente di permeabilità al vapore acqueo, crea vere e proprie vetrate isolanti sia dal punto di vista termico che acustico ed impedisce eventuali infiltrazioni d'acqua.

L'artista: Albano Poli
Nasce a Verona il 2 agosto 1935. Frequenta la scuola d'arte “Napoleone Nani”, diretta dal noto pittore novecentista Pino Casarini, inizia anche dietro suo suggerimento, l'attività di vetratista, impegno che ancora oggi costituisce la sua espressione artistica e professionale più gratificante.


 

Le sei vetrate riproducono alcune scene della vita di Gesù e assolvono ad una funzione didascalica e liturgica oltre che funzionale. La prima finestra situata nell'area presbiterale rappresenta la lavanda dei piedi che Gesù compie la vigilia della sua passione (Gv 13, 1-20). È stata posta in prossimità dell'altare su cui si celebra l'Eucaristia, perché tale umile gesto riassume in sé quanto Cristo ha comandato di perpetrare nell'Eucaristia, sacramento del servizio, dell'amore e della comunione. Degno di rilievo la confusione dell'apostolo Pietro il quale, redarguito dal Maestro, lascia fare per poter avere parte con Lui nella gloria.

A seguire nella finestra accanto, lungo la parete in cui è posto l'altare dell'Ecce Homo, un'altra scena di Gesù legata alla passione: la preghiera di gesù nel Getsemani (Lc 22, 39-46).







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